Il conto del carbonio arriva alla frontiera.

Autore Efe Kamış · cofondatore
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Riferimento Regolamento (UE) 2023/956 · regolamento Omnibus (UE) 2025/2083 · Commissione europea · DEHSt
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Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) dell’UE è entrato nel periodo definitivo il 1° gennaio 2026. L’obbligo ricade sull’importatore stabilito nell’UE: chi importa più di 50 tonnellate l’anno di merci CBAM deve diventare dichiarante CBAM autorizzato, presentare una dichiarazione entro il 30 settembre di ogni anno e restituire certificati corrispondenti alle emissioni incorporate nelle merci. I certificati saranno in vendita da febbraio 2027; la prima dichiarazione, per le importazioni del 2026, scade il 30 settembre 2027. L’esportatore turco non presenta nulla, ma fornisce i dati di emissione del proprio impianto: senza questi dati l’acquirente usa i valori predefiniti della Commissione e la differenza si ribalta sul prezzo.

Chi è obbligato e chi no

Il CBAM è un obbligo all’importazione. A presentare la dichiarazione, acquistare e restituire i certificati è l’importatore stabilito nell’UE, oppure il rappresentante doganale indiretto che agisce per suo conto. L’esportatore turco non ha alcun obbligo dichiarativo diretto nei confronti delle autorità dell’UE.

L’importatore, però, per dichiarare ha bisogno dei dati sulle emissioni incorporate nelle merci, e questi dati vengono dall’impianto di produzione. Per il produttore turco il CBAM si traduce quindi in un obbligo di fornire dati e in una questione di prezzo: se i dati mancano, l’acquirente dichiara con valori predefiniti più alti, il costo sale e torna sul tavolo della trattativa.

Dichiarante CBAM autorizzato
È lo status richiesto all’importatore UE che introduce più di 50 tonnellate l’anno di merci CBAM. Secondo la DEHSt (l’autorità competente tedesca), chi aveva presentato domanda entro il 31 marzo 2026 ha potuto continuare a importare in attesa della decisione; dopo quella data, le importazioni senza status sono soggette a limitazioni.
Rappresentante doganale indiretto
Può presentare la dichiarazione per conto dell’importatore e, in quel caso, si assume anche l’obbligo CBAM. Nelle vendite DDP dell’esportatore turco questo ruolo è decisivo: per la dichiarazione CBAM si guarda a chi presenta la dichiarazione d’importazione.
Produttore / esportatore turco
Non presenta dichiarazioni e non acquista certificati: calcola le emissioni incorporate del singolo impianto, se serve le fa verificare da un verificatore accreditato e le trasmette all’acquirente.

Quali merci rientrano nel CBAM

Nel periodo definitivo i settori sono sei: cemento, ferro e acciaio, alluminio, concimi, energia elettrica e idrogeno. Nelle esportazioni turche verso l’UE i più colpiti sono i prodotti in ferro e acciaio e quelli in alluminio, tra cui lamiere, profilati, tubi, fili, elementi di fissaggio e semilavorati di alluminio. L’elenco completo dei codici è nell’allegato I del regolamento CBAM; per sapere se un prodotto rientra, partite dal codice NC dell’UE corrispondente al codice GTİP a 12 cifre, non dal nome del settore.

Settori CBAM e gruppi di prodotti tipici
SettoreProdotti tipiciSoglia di 50 tonnellate
Ferro e acciaioProdotti piatti e lunghi, tubi, filo, viti e bulloni, gettiSi applica
AlluminioLingotti, lamiere, profilati, fogli sottili, strutture in alluminioSi applica
CementoClinker, cemento, argilla calcinataSi applica
ConcimiAmmoniaca, acido nitrico, urea, concimi azotati e mistiSi applica
Energia elettricaEnergia elettrica esportata nell’UENon si applica: obbligo dalla prima importazione
IdrogenoIdrogenoNon si applica

I gruppi di prodotti sono una sintesi: l’elenco vincolante è quello dei codici NC dell’allegato I del regolamento. In questa pagina non indichiamo aliquote, importi o fattori di emissione.

Come funziona la soglia di 50 tonnellate

Il regolamento Omnibus (UE) 2025/2083 ha abolito l’esenzione di 150 euro per spedizione e l’ha sostituita con una soglia di 50 tonnellate di massa netta per importatore e per anno civile. La soglia vale per ferro e acciaio, alluminio, cemento e concimi; per energia elettrica e idrogeno l’obbligo scatta dalla prima importazione. L’importatore che resta sotto la soglia non è tenuto a diventare dichiarante autorizzato.

Cosa significa per l’esportatore: i clienti UE più piccoli possono restare sotto la soglia; un grande cliente che la supera con la vostra spedizione diventa soggetto all’obbligo e vi chiede i dati. La soglia non si calcola sulla singola spedizione, ma sulla somma di tutte le importazioni CBAM dell’importatore.

Che cosa si chiede al produttore turco

  • Emissioni incorporate: i gas a effetto serra emessi direttamente nell’impianto per produrre la merce (tonnellate di CO₂e per tonnellata di prodotto), calcolati con il metodo previsto dal regolamento. Nel periodo definitivo, per alcuni settori entrano nel calcolo anche le emissioni indirette (consumo di energia elettrica).
  • Valori effettivi o predefiniti: con i valori effettivi, le emissioni vanno monitorate, registrate e verificate da un verificatore accreditato, e una copia della relazione di verifica accompagna la dichiarazione CBAM. Se i dati mancano, si usano i valori predefiniti pubblicati dalla Commissione: non serve la verifica, ma per la maggior parte degli impianti questi valori sono più alti delle emissioni reali.
  • Identità dell’impianto: nella dichiarazione l’acquirente indica l’impianto di produzione e il paese in cui si trova; i produttori che condividono i dati tramite il registro CBAM accelerano la procedura.
  • Clausola contrattuale: termine per la consegna dei dati, costo della verifica, chi sostiene il costo dei certificati. Queste voci non le fissa il regolamento, ma il contratto di vendita.

Regola pratica

Tenete pronti i dati sulle emissioni prima della spedizione, non quando ve li chiedono. L’acquirente registra i dati al momento dell’importazione, non a fine anno. Ai suoi occhi, un produttore con i dati pronti è un fornitore più conveniente di uno per cui si dovrà dichiarare con i valori predefiniti, anche a parità di listino.

Parlate del costo CBAM già nel preventivo. In una vendita DDP il CBAM grava su chi presenta la dichiarazione d’importazione; in FCA/FOB, sull’acquirente. Se nel contratto manca una frase come «costo dei certificati CBAM a carico dell’acquirente / incluso nel prezzo», a gennaio 2027 arriva la sorpresa.

Scadenze e prezzo dei certificati

1° gennaio 2026
È iniziato il periodo definitivo; le relazioni trimestrali del periodo transitorio hanno lasciato il posto alla dichiarazione annuale.
31 marzo 2026
Termine indicato dalla DEHSt per le domande di dichiarante autorizzato; chi aveva presentato domanda entro questa data ha potuto continuare a importare in attesa della decisione.
Febbraio 2027
I certificati CBAM vanno in vendita sulla piattaforma centrale; quelli per le importazioni del 2026 si acquistano dopo questa data.
30 settembre 2027
Prima dichiarazione CBAM annuale e restituzione dei certificati, relative al 2026. Poi ogni anno, il 30 settembre.

Prezzo: il valore dei certificati è legato al prezzo d’asta delle quote del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE (EU ETS); secondo la Commissione si calcola come media trimestrale per il 2026 e come media settimanale dal 2027. In questa pagina non indichiamo un prezzo corrente: i dati delle aste si seguono nelle pubblicazioni della Commissione europea e di EEX. Per i certificati non restituiti l’art. 26 del regolamento prevede sanzioni; in caso di violazioni ripetute l’autorizzazione può essere revocata.

L’ETS turco e la detrazione

Il regolamento CBAM consente di ridurre i certificati da restituire in base al prezzo del carbonio effettivamente pagato nel paese d’origine. In Türkiye la base giuridica di un sistema di questo tipo è la legge sul clima n. 7552, che ha concesso agli impianti interessati un periodo di tempo per ottenere l’autorizzazione a emettere gas a effetto serra.

Aggiornamento del 10 settembre 2026: il regolamento di attuazione è uscito. Si tratta del regolamento sul sistema turco di scambio delle quote di emissione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale turca n. 33353 del 27 agosto 2026 ed entrato in vigore alla data di pubblicazione (art. 41/1). È emanato in base alla legge sul clima n. 7552 del 2 luglio 2025 e all’art. 792/D del decreto presidenziale n. 4 (art. 3/1).

Il regolamento disciplina due ambiti (art. 2/1): il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dalle attività dell’allegato 1, con gli obblighi dei verificatori e dei gestori; e le operazioni necessarie per far funzionare il sistema di scambio delle quote di emissione.

Cosa conta per la detrazione

L’entrata in vigore del regolamento non significa che si paghi già un prezzo del carbonio. In base all’articolo transitorio 1, il sistema di scambio delle quote di emissione parte con una fase pilota, e di questa fase non sono ancora stati stabiliti ambito, durata e modalità: li fisserà il Consiglio per il mercato del carbonio, sentite le istituzioni interessate. Allo stato attuale, quindi, in Türkiye non esiste un prezzo del carbonio effettivamente pagato da detrarre nel CBAM. Il quadro c’è, il prezzo non ancora.

Per l’esportatore la situazione pratica non cambia, ma ora è più chiaro cosa tenere d’occhio: non più se passerà una legge, ma la decisione del Consiglio per il mercato del carbonio sulla fase pilota. Se quella decisione copre la vostra attività, calcolare già oggi le emissioni incorporate nel prodotto serve a due cose insieme: fornire i dati all’acquirente CBAM e comunicare le emissioni nel sistema nazionale. Aggiorneremo di nuovo questa sezione quando sarà pubblicato l’ambito della fase pilota.

Quando qualcosa va storto

Mancano i dati, si usano i valori predefiniti

Il produttore non ha calcolato le proprie emissioni e l’acquirente dichiara con il valore predefinito della Commissione. Poiché il valore è più alto delle emissioni reali, il costo dei certificati sale e si presenta alla trattativa successiva come “differenza CBAM”.

Il contratto non cita mai il CBAM

Vendita DDP: chi ha presentato la dichiarazione d’importazione si è accollato anche il costo dei certificati. Il prezzo viene da un listino del 2025, e nel 2027 il margine si assottiglierà.

L’ipotesi «cliente piccolo, sotto soglia»

La soglia non riguarda la singola spedizione: è il totale annuo dell’importatore. Se la soglia si supera nel secondo semestre, l’acquirente chiede i dati a ritroso.

La relazione di verifica è arrivata tardi

Si dovevano usare i valori effettivi, ma nessuno aveva prenotato un verificatore accreditato; quando la relazione non arriva in tempo per la dichiarazione, l’acquirente ripiega sui valori predefiniti.

Domande frequenti

Chi paga il CBAM?

Sul piano giuridico, l’importatore UE: acquista i certificati e presenta la dichiarazione. Sul piano commerciale, il costo entra nel prezzo in base alla resa e al contratto. In DDP lo sostiene di fatto il venditore, in FCA/FOB l’acquirente; in entrambi i casi è materia di trattativa.

Che cosa fate voi come spedizionieri?

Non presentiamo noi la dichiarazione: è compito del rappresentante doganale e dell’importatore. Il nostro lavoro è controllare che codice doganale, massa netta e impianto di produzione indicati nei documenti di spedizione siano coerenti con la dichiarazione CBAM, e sapere in anticipo dal nostro agente nell’UE quale documento vuole l’importatore e quando.

Come capisco se il mio prodotto rientra?

Dai codici NC dell’allegato I del regolamento. Le prime otto cifre del codice GTİP turco corrispondono al codice NC dell’UE: controllate l’elenco partendo da quel codice. I nomi dei settori ingannano: alcuni prodotti in ferro e acciaio restano fuori, alcuni elementi di fissaggio sono dentro.

Fonti

  1. Commissione europea – CBAM definitive regime Avvio 01.01.2026, soglia di 50 tonnellate, dichiarante autorizzato, settori, meccanismo del prezzo dei certificati (media trimestrale nel 2026, settimanale dal 2027) · taxation-customs.ec.europa.eu · consultato il 5 settembre 2026
  2. DEHSt (autorità tedesca per lo scambio delle quote di emissione) – CBAM definitive regime from 2026 Termine per le domande 31.03.2026, prima dichiarazione 30.09.2027, vendita dei certificati da febbraio 2027, soglia di 50 tonnellate su massa netta e anno civile, verifica accreditata per i valori effettivi, sanzioni dell’art. 26 · dehst.de · consultato il 5 settembre 2026
  3. EY – EU adopts CBAM Omnibus Regulation Regolamento (UE) 2025/2083: adottato 08.10.2025, GUUE 17.10.2025, in vigore 20.10.2025; abolita l’esenzione di 150 euro e introdotta la soglia di 50 tonnellate · ey.com · consultato il 5 settembre 2026
  4. Gazzetta Ufficiale turca – legge sul clima n. 7552 (09.07.2025 / 32951) Istituzione dell’ETS nazionale; tre anni per ottenere le autorizzazioni a emettere · resmigazete.gov.tr · consultato il 5 settembre 2026
  5. Regolamento sul sistema turco di scambio delle quote di emissione Gazzetta Ufficiale turca 27.08.2026 / 33353. In vigore dalla pubblicazione (art. 41/1); emanato in base alla legge sul clima n. 7552 e all’art. 792/D del decreto presidenziale n. 4 (art. 3/1). Ambito: monitoraggio, comunicazione e verifica delle attività dell’allegato 1 (art. 2/1). Il sistema parte con una fase pilota di cui il Consiglio per il mercato del carbonio fisserà ambito e durata (art. transitorio 1) · mevzuat.gov.tr · consultato il 10 settembre 2026

Questa pagina ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale, fiscale o doganale. Il testo vincolante è il regolamento (UE) 2023/956 e successive modifiche; i calendari di attuazione delle autorità nazionali competenti possono variare da uno Stato membro all’altro. Questa pagina non riporta prezzi dei certificati, fattori di emissione o importi.

Modifiche alla pagina

  1. Verifica delle fonti: abbiamo accertato che il regolamento sul sistema turco di scambio delle quote di emissione è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale turca n. 33353 del 27.08.2026 e abbiamo riscritto la sezione “L’ETS turco e la detrazione” sul testo ufficiale. La conclusione resta la stessa, ma ora il ragionamento è esplicito: il regolamento è in vigore, però il sistema parte con una fase pilota di cui non è ancora fissato l’ambito, quindi non esiste un prezzo del carbonio effettivamente pagato da detrarre nel CBAM.
  2. Pagina pubblicata. Date verificate sulle pagine della Commissione europea e della DEHSt, estremi del regolamento Omnibus sulla nota di EY. Da aggiornare quando la detrazione per l’ETS turco diventerà operativa.