Senza riserva, la consegna si presume conforme.
Nel trasporto stradale, se il danno è apparente, il mittente o il destinatario deve formulare la riserva al più tardi al momento della consegna; altrimenti si presume che la merce sia stata consegnata in conformità al contratto (art. 889/1 del codice di commercio turco). Per il danno occulto il termine è di sette giorni, per il ritardo di ventuno giorni (art. 889/2–3). Anche con una riserva corretta il risarcimento ha un limite: 8,33 diritti speciali di prelievo (DSP) per chilogrammo di peso lordo (art. 882/1). Il limite non si applica se il danno è stato causato intenzionalmente o temerariamente (art. 886).
Gli articoli citati qui sotto vengono direttamente dal codice di commercio turco (legge n. 6102) e dal testo originale della Convenzione CMR nella raccolta dei trattati delle Nazioni Unite. Quale dei due testi regola una singola spedizione, il codice o la Convenzione, dipende dalla natura del trasporto e da dove hanno sede le parti. Se avete un sinistro aperto, rivolgetevi a un avvocato che si occupa di diritto dei trasporti.
La riserva: tre termini diversi
La legge costruisce una presunzione: senza riserva nei termini, la merce si presume consegnata in conformità al contratto. È una presunzione che ammette prova contraria, ma l’onere passa a voi, e dimostrare a cose fatte che il danno è avvenuto durante il trasporto è difficile. Per questo la riserva non è una formalità: è il momento in cui nasce la prova.
| Situazione | Termine | Senza riserva | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Danno apparente | Al più tardi alla consegna | Si presume la consegna conforme | art. 889/1 |
| Danno non apparente (occulto) | Entro sette giorni dalla consegna | Vale la stessa presunzione | art. 889/2 |
| Termine di consegna superato (ritardo) | Entro ventuno giorni dalla consegna | I diritti derivanti dal ritardo si estinguono | art. 889/3 |
La terza riga è di natura diversa: qui non c’è una presunzione, ma l’estinzione del diritto. Se sul ritardo si lasciano passare i ventuno giorni, non resta nulla da discutere.
Anche i requisiti di forma sono scritti nella legge:
- La riserva fatta dopo la consegna deve essere scritta (art. 889/4). Si possono usare mezzi di telecomunicazione; la firma non serve se l’autore è identificabile.
- Per rispettare il termine basta che la riserva sia spedita in tempo; non occorre che arrivi anche a destinazione (art. 889/4).
- Se la riserva si fa al momento della consegna, basta rivolgerla a chi consegna la merce (art. 889/5). Vale quindi anche la riserva fatta all’autista.
- La riserva deve indicare il danno con la chiarezza necessaria (art. 889/1). La sola parola «danneggiato» è debole: bisogna dire quale collo, che tipo di danno, in che misura.
Il limite: 8,33 DSP
Anche con una riserva corretta, la responsabilità del vettore ha un limite. In caso di perdita o danno dell’intera spedizione, il risarcimento non può superare l’importo corrispondente a 8,33 diritti speciali di prelievo per chilogrammo di peso lordo (art. 882/1).
- In caso di danno parziale si considera il peso lordo dell’intera spedizione se ha perso valore per intero, altrimenti solo quello della parte che ha perso valore (art. 882/2).
- Per il ritardo la responsabilità è limitata al triplo del prezzo del trasporto (art. 882/3).
- Cambio: i DSP si convertono in lire turche al valore della Banca centrale turca alla data in cui la merce è stata consegnata al vettore, o a un’altra data concordata dalle parti (art. 882/4). Non conta la data in cui è emerso il danno.
- Il vettore rimborsa anche il prezzo del trasporto e sostiene le imposte, i diritti e le altre spese derivanti dal trasporto (art. 883/1).
La conseguenza pratica: il limite dipende dal peso, non dal valore della merce. Su una merce leggera ma costosa, 8,33 DSP per chilogrammo possono restare molto al di sotto del danno reale. Per merci di questo tipo l’assicurazione non è un optional: fa parte del conto.
La Convenzione CMR e il codice turco non dicono la stessa cosa
Nel trasporto stradale internazionale entra in gioco la Convenzione CMR. Il suo testo originale del 1956 limita il risarcimento con un’unità di misura diversa e, sul ritardo, si discosta dal codice turco:
| Aspetto | CMR, testo originale del 1956 | Codice di commercio turco |
|---|---|---|
| Limite per perdita o danno | 25 franchi per chilogrammo di peso lordo mancante; per “franco” si intende il franco oro del peso di 10/31 di grammo e del titolo di 900 millesimi (art. 23/3) | 8,33 DSP per chilogrammo (art. 882/1) |
| Limite per il ritardo | Non oltre il prezzo del trasporto (art. 23/5) | Il triplo del prezzo del trasporto (art. 882/3) |
| Rimborso delle spese | Prezzo del trasporto, diritti di dogana e altre spese rimborsati per intero in caso di perdita totale, in proporzione in caso di perdita parziale (art. 23/4) | Rimborso del prezzo del trasporto; imposte e spese a carico del vettore (art. 883/1) |
Si sente dire spesso che «la CMR prevede 8,33 DSP», ma nel testo originale questa cifra non c’è: i DSP sono entrati nella Convenzione con il Protocollo del 1978. Per questo lavoro non abbiamo aperto il Protocollo; il valore di 8,33 indicato in questa pagina poggia sull’art. 882/1 del codice di commercio turco.
Quando il limite non si applica
I limiti non sono assoluti. Se si prova che il danno è stato causato da un atto o da un’omissione commessi intenzionalmente, oppure temerariamente e con la consapevolezza che probabilmente ne sarebbe derivato un danno, il vettore e le persone indicate all’art. 879 non possono avvalersi delle esenzioni e dei limiti previsti in questa parte del codice (art. 886/1).
La soglia è alta: la semplice negligenza non basta, e l’onere della prova ricade su chi sostiene il dolo o la temerarietà. Ma una volta superata la soglia, il limite di 8,33 DSP sparisce del tutto; per questo, nelle pratiche di sinistro, le contestazioni di colpa grave corrono su un binario a parte.
Quando qualcosa va storto
Si firma senza riserva: «tanto si sistema dopo»
Per il danno apparente il termine scade con la consegna (art. 889/1). Una riserva fatta il giorno dopo non ferma la presunzione: da quel momento tocca a voi provare che il danno è avvenuto durante il trasporto.
La riserva c’è, ma dice solo «danneggiato»
La legge chiede di indicare il danno con la chiarezza necessaria (art. 889/1): quale collo, che tipo di danno, in che misura, con foto e numeri dei colli. Una riserva vaga diventa l’anello più debole della pratica.
Danno occulto: i sette giorni passano senza riserva
Se l’imballaggio sembra integro ma il contenuto è danneggiato, il termine è di sette giorni dalla consegna (art. 889/2). I pallet aperti in magazzino settimane dopo sono ormai fuori tempo massimo.
Si dà per scontato che la riserva per il danno copra anche il ritardo
Il ritardo ha un termine proprio, ventuno giorni, e la conseguenza non è una presunzione ma l’estinzione del diritto (art. 889/3). Aver fatto la riserva per il danno non salva la richiesta per il ritardo.
Ci si aspetta un risarcimento pari alla fattura
Il limite segue il peso (art. 882/1). Su una merce leggera e di valore, la differenza tra l’importo in fattura e 8,33 DSP per chilogrammo è una perdita secca, se la merce non era assicurata.
Domande frequenti
Entro quando va fatta la riserva per un danno?
Se il danno è apparente, al più tardi al momento della consegna; se non lo è, entro sette giorni dalla consegna (art. 889/1–2). Senza riserva si presume che la merce sia stata consegnata in conformità al contratto.
Il ritardo ha un termine proprio: ventuno giorni (art. 889/3).
Basta fare la riserva all’autista?
Per la riserva fatta al momento della consegna, sì: la legge considera sufficiente rivolgerla a chi consegna la merce (art. 889/5).
La riserva fatta dopo la consegna deve essere scritta (art. 889/4).
Quanto paga al massimo il vettore?
L’importo corrispondente a 8,33 diritti speciali di prelievo per chilogrammo di peso lordo (art. 882/1). Per il ritardo il limite è il triplo del prezzo del trasporto (art. 882/3). In più il vettore rimborsa il prezzo del trasporto e sostiene imposte e spese (art. 883/1).
A quale data si calcola il cambio dei DSP?
Si usa il valore della Banca centrale turca alla data in cui la merce è stata consegnata al vettore per il trasporto, o a un’altra data concordata dalle parti (art. 882/4). Non contano la data in cui è emerso il danno né quella del pagamento.
Il limite può venire meno?
Sì. Se si prova che il danno deriva da un atto o da un’omissione commessi intenzionalmente, oppure temerariamente e con la consapevolezza che probabilmente ne sarebbe derivato un danno, il vettore non può avvalersi delle norme sulla limitazione (art. 886/1).
La soglia è alta e l’onere della prova ricade su chi sostiene il dolo o la temerarietà.
Fonti
- Codice di commercio turco (legge n. 6102) I termini per la riserva e i limiti di risarcimento vengono da questa legge. Articoli citati: art. 882 (8,33 DSP per chilogrammo, criterio per il danno parziale, triplo del prezzo in caso di ritardo, data di conversione), art. 883 (rimborso del prezzo del trasporto e delle spese), art. 886 (limiti esclusi in caso di dolo e temerarietà), art. 889 (consegna per il danno apparente, sette giorni per il danno occulto, ventuno giorni per il ritardo, forma scritta e soggetto a cui va fatta la riserva) · mevzuat.gov.tr · consultato il 10 settembre 2026
- CMR – Convenzione relativa al contratto di trasporto internazionale di merci su strada (1956) Abbiamo letto il testo originale nella raccolta dei trattati delle Nazioni Unite. Articoli citati: art. 23/3 (25 franchi oro per chilogrammo e definizione del franco), art. 23/4 (rimborso delle spese), art. 23/5 (ritardo limitato al prezzo del trasporto). Per questo lavoro non abbiamo aperto il Protocollo del 1978: la cifra di 8,33 DSP su questa pagina poggia sull’art. 882/1 del codice di commercio turco · treaties.un.org · consultato il 10 settembre 2026
Questa pagina ha scopo informativo. Non costituisce consulenza legale e non vi dice cosa fare. Abbiamo letto direttamente la legge e la Convenzione e indichiamo gli articoli. Quale testo regola una singola spedizione dipende dal tipo di trasporto, e in questa pagina non abbiamo esaminato il Protocollo CMR del 1978 né le relative norme secondarie. Se avete un sinistro aperto, rivolgetevi a un avvocato che si occupa di diritto dei trasporti.
Modifiche alla pagina
- Pagina pubblicata. Termini e limiti sono ripresi dal testo ufficiale della legge n. 6102 su mevzuat.gov.tr; il confronto con la CMR dal testo originale del 1956 nella raccolta dei trattati delle Nazioni Unite. La pagina dice apertamente che il testo originale parla di 25 franchi oro per chilogrammo, che la cifra di 8,33 DSP è arrivata con il Protocollo del 1978 e che il Protocollo non è stato aperto per questo lavoro.